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CHI SIAMO
L'idea editoriale

 

 


Perché l'ennesima rivista di jazz? Domanda d'obbligo quando si decide di avviare una nuova iniziativa editoriale, specie conoscendo l'ambiente ormai da qualche tempo, un mondo in cui di comunicazione e informazione ce n'è tanta, ma allo stesso tempo mai abbastanza. E in realtà non c'è una risposta univoca. Sicuramente l'intento è quello di percorrere una strada diversa.
Non quella del magazine cartaceo, che costringe ad attendere le uscite in edicola (fra viaggi a vuoto e numeri persi) o nella buca delle lettere (leggendo a marzo i servizi di dicembre). Neppure quella moderna della webzine o del sito internet, fra i cui links, clicks e news tante volte ci si perde, consci d'aver letto tanto ma forse non esattamente ciò che si voleva. Neanche la strada della newsletter, che di norma, da semplice "araldo", rinvia ad altro supporto, cartaceo o virtuale, limitandosi a fornire solo estratti del contenuto. L'idea – quanto innovativa saranno i lettori a dirlo – è invece quella di confezionare una vera e propria rivista che giunga direttamente nella casella di posta elettronica, senza dover uscire di casa o assillare la portinaia con il giornaliero "C'è posta?"
Una email-zine, allora, in formato PDF. Con il vantaggio di non dover litigare con mogli e figli per l'accumulo della carta in un angolo, che prima o poi si dovrà liberare, ma che è già più d'un lustro che sta là a mangiar polvere. Perché poi si sa, le case moderne non hanno più gli studi che potevano permettersi i nostri nonni, e alle care riviste per sopravvivere non resta che languire ammuffendo poco a poco giù in cantina.
Alla nostra email-zine in PDF basterà invece un po' di spazio sul disco fisso, e se vorrete potrete farci l'onore di dedicarle una cartella dove salvare i vari invii. E per chi di leggere a video proprio non abbia voglia, un PDF è sempre stampabile, mantenendo una buona qualità di lettura, almeno testualmente, ed il necessario programma è scaricabile gratuitamente.
Questo per quanto riguarda il mezzo; va bene. Ma quanto ai contenuti?
L'email-zine nasce dalla volontà di dar spazio ai jazzisti italiani ancora poco noti, i quali, dopo aver investito per registrare un album, si ritrovano a fare i conti con improvvisate produzioni o esose agenzie di promozione, che offrono loro i propri servizi senza però garantire un'effettiva visibilità. Ma pure a quei jazzisti stranieri che non sono ancora riusciti a passare l'oceano, impresa ardua se si è estranei all'orbita dei "grandi circuiti" newyorkesi o eurometropolitani. Non necessariamente "emergenti", perché a chi suoni già da dieci anni, avendo mezza dozzina di cd al proprio attivo – più eventuali collaborazioni in dischi di altri illustri colleghi – certamente la definizione di "emergente" può stare stretta. Per questo le sezioni Spotlight, un riflettore mensile su tali artisti.
E dunque il jazz. Sì, ma il jazz dove? È chiaro che non potremmo occuparci del jazz suonato ad ogni latitudine, non ne saremmo in grado in termini di energie prima ancora che di competenze; senza contare che, pur avendo avanzato regolare domanda, la lista per ottenere il dono dell'ubiquità è davvero lunga. Ma nel contempo, non si può neppure fare a meno di considerare luoghi imprescindibili per questa musica, geneticamente e storicamente. Da qui l'intenzione di evidenziare, con la rubrica Highlights, le tendenze presenti nei vari paesi, per avere almeno un'idea di ciò che avviene fuori dall'Europa, attenti a cogliere ogni possibile indizio di novità.
Infine, dei ringraziamenti. Intanto a quanti hanno fornito il loro contributo, il loro appoggio morale, un consiglio, un suggerimento, anche una critica, pur preferendo restare a riva. Ma soprattutto, il più sentito grazie va a tutti coloro che si sono imbarcati in questa avventura, senza sapere né come né perché, con tanta buona volontà ed un pizzico di presunzione: la condivisa presunzione di voler fare qualcosa di valido e di bello.

Antonio Terzo
direttore

 


 
 

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